Primo ricordo.
Il mio primo ricordo dell’Infanzia risale all’età dei tre anni, quando a mala pena parlavo e spiaccicavo qualche parola in italiano.
Era inverno, faceva freddissimo, ero in macchina con le mie due nonne, e aspettavo impaziente mia madre. Dove fosse andata, questo non mi ricordo,ma ciò che mi rimase impresso nella memoria, furono quei cinque dieci minuti in auto con le mie nonne.
Giovanna una, Rosetta l’altra.
Io mi trovavo in mezzo a loro e cercavo nei loro rugosi sguardi qualcosa, ma non capivo cosa. Loro parlavano una lingua strana, sconosciuta, mai sentita. Gesticolavano con le mani, formavano cerchi, colombe, pugni. Ed il viso si deformava ad ogni gesto.
Mia nonna Giovanna allora era grassa come una mucca, le gote rosse,e le cosce sembravano due prosciutti stagionati. Mentre parlava masticava qualcosa di invisibile, ed ogni tanto annuiva con la testa. Aveva al posto dei capelli un cespuglio bianco, enorme, alto forse anche più di lei, sicuro toccava il tettuccio dell’auto.
Nonna Rosetta, allora era ancora più grassa di come lo sia oggi, di più di Nonna Giovanna. Portava un paio di occhiali scuri, che a malapena gli si mantenevano sul naso, ondeggiavano ogni secondo e lei ogni tanto se li aggiustava sempre con la mano sinistra, perché l’altra doveva servire per comunicare. Mi ricordo un particolare assurdo e bizzarro, il vestito che portava indosso. Sembrava una immensa tovaglia, stile quella dei cenoni di Natale, ricoperta di piccole rose rosse. I piedi erano nascosti dal vestito.
Io ero schiacciato in mezzo a loro e cercavo di comunicare con il mio modesto vocabolario infantile, ma nulla, erano immerse in chi sa che discorsi importanti.
Fatto sta, che guardando fuori dal finestrino, notai un canale di scolo, era tutto putrido e pieno di immondizie, preso non so da quale motivo, iniziai a piangere a dirotto e gridare “MAMMA!!”, come fanno tutti i bambini quando si stanno rompendo le scatole.
Credevo, nella mia mente d’infante, che mia madre fosse nel canale. Le mie due nonne cercarono inutilmente di frenare il mio pianto isterico, ma nulla, rimasi a frignare fino all’arrivo di mia madre.Mia madre la rividi però dopo due giorni.
Il motivo?
Era in ospedale, aveva partorito mia sorella