Primo ricordo

Maggio 3, 2008 by shuluq

Primo ricordo.

Il mio primo ricordo dell’Infanzia risale all’età dei tre anni, quando a mala pena parlavo e spiaccicavo qualche parola in italiano.

Era inverno, faceva freddissimo, ero in macchina con le mie due nonne, e aspettavo impaziente mia madre. Dove fosse andata, questo non mi ricordo,ma ciò che mi rimase impresso nella memoria, furono quei cinque dieci minuti in auto con le mie nonne.

Giovanna una, Rosetta l’altra.

Io mi trovavo in mezzo a loro e cercavo nei loro rugosi sguardi qualcosa, ma non capivo cosa. Loro parlavano una lingua strana, sconosciuta, mai sentita. Gesticolavano con le mani, formavano cerchi, colombe, pugni. Ed il viso si deformava ad ogni gesto.

Mia nonna Giovanna allora era grassa come una mucca, le gote rosse,e le cosce sembravano due prosciutti stagionati. Mentre parlava masticava qualcosa di invisibile, ed ogni tanto annuiva con la testa. Aveva al posto dei capelli un cespuglio bianco, enorme, alto forse anche più di lei, sicuro toccava il tettuccio dell’auto.

Nonna Rosetta, allora era ancora più grassa di come lo sia oggi, di più di Nonna Giovanna. Portava un paio di occhiali scuri, che a malapena gli si mantenevano sul naso, ondeggiavano ogni secondo e lei ogni tanto se li aggiustava sempre con la mano sinistra, perché l’altra doveva servire per comunicare. Mi ricordo un particolare assurdo e bizzarro, il vestito che portava indosso. Sembrava una immensa tovaglia, stile quella dei cenoni di Natale, ricoperta di piccole rose rosse. I piedi erano nascosti dal vestito.

Io ero schiacciato in mezzo a loro e cercavo di comunicare con il mio modesto vocabolario infantile, ma nulla, erano immerse in chi sa che discorsi importanti.

Fatto sta, che guardando fuori dal finestrino, notai un canale di scolo, era tutto putrido e pieno di immondizie, preso non so da quale motivo, iniziai a piangere a dirotto e gridare “MAMMA!!”, come fanno tutti i bambini quando si stanno rompendo le scatole.

Credevo, nella mia mente d’infante, che mia madre fosse nel canale. Le mie due nonne cercarono inutilmente di frenare il mio pianto isterico, ma nulla, rimasi a frignare fino all’arrivo di mia madre.Mia madre la rividi però dopo due giorni.

Il motivo?

Era in ospedale, aveva partorito mia sorella

Se ci penso è Strano. (storie a puntate)

Maggio 3, 2008 by shuluq

Pensiero,Pensieri

Il mio nome è Sebastiano, Sebastiano Stratos, come il cantante degli Area, Demetrio.

Lui era di origine greca, io no.

Lui cantava, io ci provo.

Lui ci sapeva fare con le donne, io ci tento.

Non voglio far credere a qualche lettore che queste mie serie di appunti siano una specie di copia di On The Road di Jack Kerouac, oppure una banale imitazione del libro di Enrico Brizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Sono solo pensieri,alcuni sconnessi,senza filo logico o cronologico. Eventi immaginari e altri reali,personaggi che forse in verità esistono, e che qualcuno conosce pure. Diciamo che detta in termini spiccioli, può essere una storia qualunque, una storia di un gruppo di ragazzi che cerca di trovare se stessi, e che in infiniti tentativi non fanno altro che perdersi nei loro dubbi.

Vivo da tutta la vita in provincia di Milano, ma sono nato davanti al mare. Ho passato sei anni della mia vita in un istituto tecnico statale (ITIS), dove dominava una certa cultura maschilista razziale pseudofascista. Anni di inferno, mai vista una ragazza in quella scuola, solo uomini.

Il mio futuro?

Bah, se ci Penso è Strano.

Chi o cosa è Shuluq

Maggio 3, 2008 by shuluq

Shulùq,Scirocco,il vento caldo che nasce nel deserto africano e raggiunge con il suo alito le coste verdi del mediterraneo. Secco,fastidioso, pungente,porta con sé storie lontane, di popoli dalle antiche tradizioni. La sua voce, ricca di sabbia,fa assopire i pescatori, e risveglia i dormienti. Stanco arrivi sulle spiagge della Provenza e lì ti conoscono come vento di mare,Marin,ma il tuo regno è lontano, oltre le onde del Mar Ionio,nell’isola conosciuta dal poeta cieco.

Hello world!

Maggio 3, 2008 by shuluq

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